IMPORTAZIONI DALL’ITALIANO
PRATICA

INTRODUZIONE

Mi propongo di dare qualche regola (o consiglio) su come comportarsi quando si conosce un vocabolo in italiano ma non l’equivalente romagnolo.

Questo capita sia con i neologismi sia in caso di pura ignoranza. La teoria della pagina precedente può essere utilmente applicata ogni qualvolta si intenda importare qualche vocabolo.

NEOLOGISMI E VOCABOLI VECCHI

Prendiamo due parole molto simili: tisico e fisico, il cui corrispondente dialettale dovrebbe essere molto simile.

La prima è entrata nell’uso dialettale all’inizio del 1800 quando la medicina scoprì la tubercolosi. In duecento anni di uso:

- la “o” finale è diventata “e”;
- la seconda “i” è caduta;
- la “c” dura è diventata “g” dura.

Risultato finale: tisghe, in accordo con la teoria.

Pochi sentono il bisogno del termine “fisico” e se qualcuno lo vuole introdurre in un discorso in dialetto non si sognerà mai di dire fisghe, ma dirà fisiche.

Si limita alla sola trasformazione della “o” finale in “e” per avere la desinenza tipica dei nomi.

L’uso continuo “consuma” vocali e consonanti, adattandoli alle particolarità della pronuncia di coloro che usano il dialetto.

NEOLOGISMI

Se la parola è entrata in uso da poco (neologismo), la sua pronuncia non si è interamente adattata alla emissione di voce degli utenti del dialetto. Sarà quindi bene limitarsi alle modifiche indispensabili e più ovvie. Si dovranno quindi applicare le trasformazioni descritte nei seguenti paragrafi del capitolo precedente:

·     Le doppie;

·     Desinenze di nomi e aggettivi;

·     Desinenze di verbi, prefissi e suffissi;

·     Modifiche delle vocali all’interno di una parola.

PAROLE GIA’ IN USO

Se si ha ragione di ritenere che la parola sia in uso da parecchio tempo, allora tutte le trasformazioni per adattare la pronuncia al dialetto avranno avuto luogo. In questo caso si deve cercare  applicare tutte le trasformazioni con questo ordine di priorità:

·     Le doppie;

·     Desinenze di nomi e aggettivi;

·     Desinenze di verbi, prefissi e suffissi;

·     Modifiche delle vocali all’interno di una parola;

·     Caduta di vocali all’interno di una parola;

·     Altre modifiche alle consonanti

ESEMPIO

Come esempio ci cimenteremo con una delle prose più incomprensibili della letteratura italiana: le istruzioni per la compilazione del modello UNICO 2006, a cura dell’Agenzia delle Entrate.

 

Guida alla compilazione. Troverete qui tutte le indicazioni utili a compilare il Modello Base UNICO 2006 Persone Fisiche.

Guìda mla compilaziòn. A truvarìd ichì tut li indicaziòn bònie per cumpilè e Mudèl Bès Uniche 2006 Personie fìsiche.

Il Modello Base deve essere compilato da tutti i contribuenti non esonerati dall’obbligo della presentazione della dichiarazione.

E Mudèl Bès l’a da és cumpilèd da tut i cuntribuént ch’in è esonerèd da la presentaziòn dla dichiaraziòn.

Ciascun contribuente è tenuto ad utilizzare esclusivamente i quadri relativi ai redditi posseduti.

Ogni contribuént l’è tnùd a duvrè sol i quèdre relatìv mi rèdite pusedùd.

Per facilitare l’elaborazione dei dati e per evitare errori di comprensione, scrivete sempre in maniera leggibile, rispettando le caselle e le indicazioni date.

Per facilitè l’elaboraziòn di dèd e per evitè i eròr ad cumprensiòn, scrivìd sempre in manièra legìble, rispetànd li casèlie e li indicaziòn dèdie.

Compilazione del frontespizio. Il frontespizio del modello UNICO PF va utilizzato per la presentazione:

Cumpilaziòn de frontespizie. E frontespìzie de Mudèl Uniche PF e va duvrèd per la presentaziòn:

1) della dichiarazione in forma unificata; 2) della dichiarazione dei redditi e della dichiarazione dell’IRAP da parte dei soggetti non tenuti alla dichiarazione in forma unificata.

1) dla dichiaraziòn tla forma unifichèda; 2) dla dichiaraziòn di rèdite e dla dichiaraziòn dl’IRAP da pèrt di sugét ch’in è tnùd mla dichiarazion tla forma unifichèda.

Tali dichiarazioni, che hanno termini di presentazione coincidenti, vanno, infatti, presentate in ogni caso congiuntamente utilizzando un unico frontespizio.

Cli dichiaraziòn, ch’li a di termine ad presentaziòn coincidént, li và, difàti, presentèd a ògni mod insén, duvrànd un ùniche frontespìzie.

Il frontespizio del modello UNICO PF si compone di due facciate. Nella parte superiore della prima facciata devono essere compilati i campi relativi ai dati identificativi.

E frontespìzie de mudèl Uniche PF us cumpòn ad do facèdie. Tla pèrt ad sòra dla prìma facèda i à da ès cumpilèd i quèdre relatìv mi dèd identificatìv.

La seconda facciata comprende dieci riquadri: i primi cinque relativi al tipo di dichiarazione, ai dati riguardanti il contribuente e ai dati riguardanti chi presenta la dichiarazione per altri,

La sgònda facèda la cumprénd diìsg riquèdre: i prìm cinc relatìv me tip ad dichiaraziòn, mi dèd ch’i riguèrda e cuntribuént e mi dèd ch’i riguèrda chi e prisénta la dichiaraziòn per di éltre,

i restanti riquadri riservati alla scelta per la destinazione dell’otto per mille dell’IRPEF, alla scelta per la destinazione del cinque per mille dell’IRPEF, alla sottoscrizione della dichiarazione,

i quèdre ch’i armàn i è riservèd mla scélta dl’ot per mil dl’IRPEF, mla scélta per la destinaziòn de cinc per mil dl’IRPEF, mla sotoscriziòn dla dichiaraziòn,

all’impegno dell’intermediario alla presentazione telematica e al visto di conformità rilasciato al dichiarante dai centri di assistenza fiscale o dai professionisti, secondo le disposizioni dell’art. 35 del D.Lgs. n. 241 del 1997.

ml’impégn dl’intermedièrie mla presentaziòn telematica e me vist ad conformità rilascèd me dichiarènt dai céntre d’asisténza fischèla o dai prufesionìst, s-gònd li disposiziòn del’article 35 de Decrét Legislatìv nùmere 241 de 199.7

Prima di tutto negli appositi spazi posti in alto nel Modello vanno riportati il cognome, il nome e il codice fiscale del contribuente, rilevabile dal tesserino rilasciato dall’Amministrazione finanziaria.

Prìma ad tùt, t’i appòsite spazie més in èlt te Mudèl, i và arpurtèd e cugnòm, e nòm, e e còdice fischèl, de contribuént, rilevàbil da e teserén arlascièd da l’Aministraziòn finanzièria.

Attenzione: è necessario che il codice fiscale indicato nel frontespizio sia quello rilasciato dall’Amministrazione finanziaria così come riportato nell’apposito tesserino al fine di una corretta presentazione della dichiarazione.

Atenziòn: l’è necesèrie che e còdice fischèl e sìa quèl arlascièd da l’Aministraziòn finanzièria iscì com l’è arpurtèd tl’apòsite teserén, me fin d’ùna curèta presentaziòn dla dichiaraziòn.

Se qualcuno dei dati anagrafici (cognome, nome, sesso, luogo e data di nascita) indicati sul tesserino è errato, dovete recarvi presso un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate per ottenere la variazione del codice fiscale.

Se qualcùn di dèd anagràfiche (e cugnòm, e nòm, e sès, e pòst e la dèda ad nàscita l’è sbaièd, avìd da andè t’un qualsìasi ufìcc dl’Agenzìa dli Entrèdie per avè la variaziòn de còdice fischèl.

Fino a che questa variazione non è stata effettuata dovete utilizzare comunque il codice fiscale erroneamente attribuitovi.

Fin a quànd stà variaziòn l’an è stèda fàta avìd da utilizè comunque e codice fischèl ch’iv a dèd per sbài.

Il cognome e il nome vanno indicati senza alcun titolo (di studio, onorifico, ecc.); le donne devono indicare solo il cognome da nubile.

E cugnòm e e nòm i và indichèd senza nisciùn tìtle (ad stùdie, onorìfiche ecc.), li dòn li a da indichè sòl e cugnòm da ragàza.

 

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